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Il Mondo MeDermal

  • TOSSINA BOTULINICA .. LUOGHI COMUNI DA SFATARE

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    comune è il pregiudizio che la tossina botulinica induca una espressione facciale rigida e ferma. L’uso professionale di questa sostanza in medicina estetica dà invece al volto un aspetto naturale e rilassato, risultato ottimale per ogni medico esperto che, dosando bene il prodotto e agendo nelle giuste sedi, riesce a non alterare l’elasticità e la tonicità della pelle, mantenendo quindi una giusta ed equilibrata funzionalità fisiologica. Non è corretto, di seguito, parlare di “paralisi” del muscolo interessato ma piuttosto di rilassamento, nè tantomeno di “paralisi permanente”, perchè ogni effetto sparisce in un lasso di tempo tra i 4 e i 6 mesi. ….spesso la tossina botulinica è stata considerata un veleno ma, come tutti i farmaci, può essere dannosa solo in una dose non terapeutica. E’ invece un farmaco sicuro ed efficace usato a dosi corrette che non dà pressoché nessun effetto collaterale. Ricordiamo inoltre che esistono solo 3 formulazioni a base di tossina botulinica per uso estetico autorizzate dall’Agenzia italiana del Farmaco: VISTABEX, AZZALURE e BOCOUTURE. Ogni altra formulazione non è legale nel nostro Paese.  
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  • I FILLER

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    Lascio da parte i termini medici e le descrizioni e provo a spiegare in parole semplici cos’è l’acido ialuronico, un prodotto che viene utilizzato per il ringiovanimento del viso, e perché v’è stata una rivoluzione con questa nuova risorsa. Immaginiamo di essere di fronte a una foto di un viso. Con un correttore eliminiamo le rughe: Codici a barre: quelle che circondano le nostre labbra. Pieghe del nasogeniene: le linee che vanno dalla punta del naso agli angoli della bocca. Rughe da marionetta: quelli che vanno dall’angolo della bocca alla mascella. Rughe orizzontali sulla fronte. Zampe di gallina: le rughe ai lati degli occhi Che succederebbe? Che ci vedremmo molto più giovani. Questo è quello che si ottiene con l’Acido Ialuronico. Esso riempie le rughe del viso per farle scomparire o ridurre in modo significativo e, quindi, per farci raggiungere un aspetto più giovanile. L’effetto è immediato, ma il risultato si vede davvero dopo 48 ore, perché nelle prime ore il risultato può essere di un piccolo rigonfiamento. Però attenzione! Ogni volta che facciamo un trattamento di ringiovanimento del viso bisogna sapere che può apparire un piccolo livido, quindi se facciamo il trattamento in vista di una data specifica (matrimonio, compleanno, ecc.) bisogna eseguirlo con almeno 15 giorni di anticipo. Che cosa è l’acido ialuronico? L’acido ialuronico è un filler del gruppo dei riassorbibili, con una durata dai 6 mesi a un anno, a seconda del prodotto iniettato e delle caratteristiche di ogni paziente. Mentre l’acido ialuronico è entrato in uso in medicina estetica relativamente di recente, era già noto e utilizzato da decenni per varie malattie in medicina generale, per cui è considerato molto collaudato e sicuro. Vantaggi della durata relativamente breve di questi filler Anche se molte persone lo considerano uno svantaggio con il passare del tempo il nostro volto subisce un’evoluzione a causa dell’invecchiamento della pelle e usare un prodotto di maggiore durata può generare un effetto del tutto innaturale al momento che si produce una piccola modificazione del viso. Ciò non si verifica con i prodotti riassorbibili perché si inietteranno via via nei punti e nelle quantità necessarie in ogni momento, secondo l’evolvere del nostro viso. Posso combinare diversi prodotti e trattamenti di ringiovanimento? Nel ringiovanimento facciale è molto normale fare un mix di prodotti e trattamenti differenti e con diverse densità allo stesso tempo. La combinazione di questi diversi trattamenti dà risultati eccezionali quando si raggiunge l’età in cui si desidera questo tipo di trattamento. I prodotti e i processi per il viso più conosciuti Vorrei riassumere il ringiovanimento del viso nei seguenti cinque prodotti e trattamenti: L’Acido Ialuronico per il riempimento delle rughe. All’essere un riempitivo, l’acido ialuronico viene anche comunemente usato per perfilare e riempire le labbra. Se si applica correttamente e nelle giuste dosi, i risultati sono davvero buoni e, cosa più importante, tutti naturali (molto difficili da ottenere sulle labbra). Tossina Botulinica, per rilassare o paralizzare alcuni muscoli e quindi eliminare alcuni tipi di rughe (di solito quelle d’espressione). Io lo raccomando per la parte superiore del viso e, in molti casi, in combinazione con l’acido ialuronico. L’Idrossiapatite di Calcio, benché si possa usare come filler, amo l’effetto lifting che provoca. La Biostimolazione delle piastrine, conosciuta anche come PRP o plasma arricchito con piastrine, se fatta in maniera regolare migliora notevolmente la qualità della nostra pelle. Vitamine iniettate, con le quali si ottiene maggiore luminosità e quindi un aspetto più giovanile. La combinazione di tutti questi prodotti e trattamenti per ringiovanire il viso permette di compiere un’azione affatto invasiva, in pochi minuti, con poca fatica, e senza dover passare attraverso una sala operatoria, una rivoluzione nella medicina estetica!  
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  • IMPARA A GESTIRE IL TEMPO

    Out of Time
    Tempus fugit, dicevano i latini che la sapevano lunga. Sono passati un paio di millenni e il tempo continua a correre veloce. Incessante, infaticabile. Anzi, oggi – causa il famoso logorio della vita moderna – è diventato ancora più sfuggente. Una merce rarissima. Tanto che ormai se ne parla come dell’ultimo e unico vero lusso. Il tempo fugge e non si può far niente, lo sappiano. Quel che si può fare, però, è provare a non sprecarlo. A organizzarlo meglio, per poi godersi quello che avanza. Per riuscirvi, il primo passo è capire quanto tempo si spreca davvero. Come? Più o meno come si fa quando si gestisce il budget familiare. Per rendersi conto di quanto si spende effettivamente, non c’è altro modo che registrare diligentemente tutte le spese effettuate giorno dopo giorno e tirare le somme a fine mese. Quando poi si scorrono le singole voci, ecco che si riesce anche a capire dove e come intervenire per risparmiare. Allo stesso modo, per imparare a non sprecare minuti preziosi, basta registrare quanto tempo si dedica a ogni attività quotidiana. A che ora si inizia, a che ora si termina e a che ora si passa ad altro. Sì, a prima vista potrebbe sembrare una colossale perdita di tempo. Ma basta farlo per una settimana intera (senza barare) per scoprire cose sorprendenti. E abitudini deleterie. Per esempio i quarti d’ora, che presi singolarmente sembrano poca roba, ma messi uno in fila all’altro fanno ore e ore, che si trascorrono a trastullarsi con Facebook o qualche altro social network, oppure a commuoversi (si va beh) per l’ennesimo video di un gattino di Youtube. Ma anche quanto poco si dedica a leggere il giornale (sempre che qualcuno lo faccia ancora: valgono anche le edizioni digitali) o un libro. Si possono sommare i minuti persi davanti alla tv e quelli al supermercato (per scoprire magari che la spesa online potrebbe essere una soluzione), quelli dedicati alla salute o all’attività fisica, e accorgersi che lo squilibrio è scandaloso. Per segnare le varie attività e il tempo che ci si impiega ad archiviarle, si può fare alla vecchia maniera, con carta e penna, oppure, per restare al passo coi tempi, si può usare un’App per smartphone e tablet pensata appositamente per questo: si chiama Toggl e, in barba al detto che recita “il tempo è denaro”, è gratis. Come detto, però, l’elenco è solo il primo passo. Per imparare a gestire davvero il proprio tempo, per liberarsi dalla schiavitù del tempo, bisogna saperlo leggere quell’elenco. Serve un metodo scientifico. Per fortuna esiste: l’ha messo a punto un signore americano che si chiamava Stephen Covey. Ed è talmente semplice e intuitivo che non si capisce come mai non ci sia venuto in mente prima. Funziona così: dopo aver segnato le varie attività svolte durante una giornata, una settimana, un mese (per chi proprio non vuole lasciare nulla al caso) bisogna raggrupparle in quattro categorie: le cose urgenti e importanti; quelle importanti ma non urgenti; quelle urgenti ma non importanti; e infine, quelle né urgenti né importanti. Tutto chiaro? Allora spieghiamo. Intanto, una premessa fondamentale. L’importanza è soggettiva, varia da persona a persona e varia col tempo: quello che è importante oggi, non è detto che lo sia anche domani. Ha a che fare con i valori, i principi, gli obiettivi e i risultati che si vuole raggiungere. L’urgenza, al contrario, è oggettiva, dipende esclusivamente dalla variabile tempo: o si fa adesso o mai più. Ecco allora che alla prima categoria (importanti e urgenti), chiamata delle necessità, appartengono tutte quelle attività che sono significative e non si possono rimandare, altrimenti sono guai. Come andare a vedere perché il bimbo piange, fare quella telefonata che non si ha voglia di fare ma da cui dipendono le sorti del mondo (si fa per dire), consegnare questo articolo, spegnere il principio d’incendio che si sta sviluppando in cucina, e di corsa! Al secondo gruppo (importanti ma non urgenti), appartengono quelle attività che si sa di dover fare (o che si avrebbe voglia di fare) ma che si rimandano a quando si avrà più tempo: un corso di formazione, l’iscrizione in palestra, la pianificazione di un viaggio, un pomeriggio dal parrucchiere e al centro benessere, una visita di controllo dal medico. Nel terzo (urgenti ma non importanti) ci sono le scocciature. Tutte quelle attività richieste da altri e importanti e urgenti solo per loro, come le telefonate e le e-mail alle quali si risponde solo per cortesia, ma che interrompono quello che si sta facendo ed è importante per noi. All’ultimo gruppo (non importanti e non urgenti) appartengono le distrazioni e i piccoli svaghi. Tipo, appunto, le consuete controllatine a quel che succede su Facebook (come se succedesse davvero qualcosa). Una volta terminato l’esercizio, bisogna “pesare” i quattro gruppi. E modificarli. L’obiettivo principale dovrebbe essere quello di minimizzare le attività del primo gruppo, altrimenti si finisce a lavorare perennemente in emergenza e lo stress va alle stelle. Il consiglio è affrontarle di petto, partendo da quelle più difficili, da quelle che spaventano di più. Se si affrontano subito, non solo si risparmia un sacco di tempo (quello passato a rimandare), ma cresce anche l’autostima. Anche il terzo e il quarto vanno sfoltiti, anzi: andrebbero proprio azzerati. In fondo o si tratta o di scocciature o di illusorie vie di fuga da problemi che non si vuole affrontare. Il gruppo su cui concentrarsi, invece, è il secondo, che è proprio quello a cui di solito si dedica minor tempo. Riordinare e riprogettare le attività importanti e (erroneamente considerate) non urgenti, garantisce i maggiori benefici a lungo termine, abbassa lo stress nel quotidiano e fornisce una direzione chiara verso la quale noi, e non altri, riteniamo importante andare. Senza contare che poi avanza anche un sacco di tempo da utilizzare come più piace. Perfino su Facebook.
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  • FILLER ANTIRUGHE: COME, QUALI E..PERCHE’

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    L’ossessione dell’invecchiamento è sempre più presente nella nostra società e tutti ne siamo condizionati: le promesse “antiaging” sono sempre più mirabolanti e, purtroppo siamo circondati da una moltitudine di aliene: donne con pelli da alligatore trasformate e rigonfie, con gli zigomi a palloncino, le labbra a canotto, gli occhi sbarrati e attoniti. Sicuramente non più giovani e più belle. E molto spesso sono strade senza ritorno. Non è gonfiando in modo innaturale rughe e depressioni che si ottiene un effetto ringiovanente. Il medico competente deve spiegare che non è corretto fare iniezioni su una pelle trascurata, ispessita, precocemente invecchiata dall’ossessiva mania dell’abbronzatura. Che senso ha spunturare la “cosiddetta pelle del marinaio e del contadino”?In questi casi il risultato sarebbe disarmonico e deludente. Quindi, partire “a monte”. Cosa significa? La prima fase della terapia ringiovanente inizia levigando la pelle, per eliminare l’ispessimento, le cellule morte, stimolare il fisiologico “turnover” epidermico e ossigenare i tessuti. Le terapie esfolianti devono essere sempre ottimizzate da complessi rigeneranti, per es. l’infusione di principi attivi come gli aminoacidi precursori dell’Acido jaluronico che stimolano la rigenerazione epidermica. Inoltre, tonificare la muscolatura del viso, collo e decolleté con adeguate terapie di Radiofrequenza. Conclusione: riparare i danni e preparare correttamente la pelle per le terapie iniettive con formulazioni sicure e biocompatibili, ringiovanire con eleganza e armonia. No alle sostanze permanenti Assolutamente NO a silicone, sostanze permanenti e semi-permanenti. Possono causare danni gravi e irreversibili, non soltanto dal punto di vista estetico, ma anche sistemico. Sono proibite dalla legge da circa 20 anni, ma troppo spesso, ancora irresponsabilmente utilizzate. Le cosiddette punturine!!! L’Acido Jaluronico, leader delle terapie ringiovanenti, è la sostanza più diffusa e sicura per le terapie iniettive antirughe. E’ biocompatibile, idrata la pelle e lega l’acqua nei tessuti. Una molecola di Acido Jaluronico lega fino a 15.000 molecole di acqua. E’ facili, quindi, comprendere che, reintegrando il tenore di acqua, otteniamo risultati sorprendenti. Attraverso questo meccanismo la pelle ritrova il suo spessore, il turgore, l’idratazione corretta, l’elasticità perduta e in breve tempo apparirà ringiovanita. E’ scientificamente dimostrato che la prima causa dell’invecchiamento cutaneo è la perdita fisiologica e progressiva di acqua, processo che viene accelerato soprattutto dalle eccessive esposizioni al sole e alle lampade abbronzanti. Quanti tipi ne esistono? Esistono moltissime aziende produttrici, diversi tipi e concentrazioni di Acido Jaluronico. E’ indispensabile utilizzare soltanto prodotti di alto livello e sicuramente testati. Il medico deve spiegare le caratteristiche di ogni formulazione e soprattutto personalizzare le terapie, a seconda dell’età, degli inestetismi individuali, delle varie zone del viso, collo e decolleté, contorno occhi. Revitalizzazione Terapia iniettiva che idrata, rigenera, distende le rughe con un effetto armonioso e naturale. Indicato anche per pelli delicate, tendenti all’arrossamento e alla couperose. E’ la fase necessaria per preparare la pelle alle iniezioni correttive e riempitive delle rughe e dei solchi profondi. Si esegue con formulazioni leggere, con microiniezioni dalla fronte al decolleté, zona spesso impoverita da eritemi e ustioni solari. Ideale per iniziare una terapia antiaging: si ricostruisce lo spessore epidermico con un effetto assolutamente armonioso e senza rigonfiamenti innaturali. Progressivamente si crea “l’effetto deposito” e il risultato dura sempre più a lungo e sarà sufficiente un corretto mantenimento. Quando la pelle appare ringiovanita e compatta, sarà pronta per i “ritocchi correttivi” delle diverse zone del viso. Posso asserire che, molto spesso, le pazienti sono soddisfatte del risultato e rinunciano ad ulteriori ritocchi correttivi. La frequenza e il numero delle sedute dipendono dalla risposta individuale. Correggere Esistono, formulazioni diverse e specifiche, da scegliere e utilizzare in un secondo tempo, nelle differenti aree cutanee: nelle rughe profonde naso-labiali, nella zona frontale, nelle rughe sottili del contorno occhi, nella zona fragile del collo, per attenuare i solchi profondi del decolletè, ecc. Regole Pre E Post Terapia: necessaria la sinergia medico-paziente. Prima di iniziare la terapia, il medico deve fare un’anamnesi accurata: valutare l’età, aspetto fisico, il tipo di pelle, l’atonia cutanea, abitudini cosmetiche, la presenza di infiammazioni, di infezioni, assunzioni di farmaci, patologie, pregresse terapie medico/estetiche, ecc. Deve sempre informare sulle formulazioni utilizzate, fare firmare il consenso informato e dopo la terapia consegnare al paziente la matrice del prodotto. Il/la paziente deve sapere quali terapie non si possono fare in gravidanza o durante l’allattamento, se in presenza malattie autoimmuni, ecc. Deve, sempre, informare il medico se in passato ha fatto terapie iniettive di cui non conosce il contenuto: è incredibile ma, troppo spesso, il paziente non sa cosa è stato iniettato! Deve seguire scrupolosamente le indicazioni mediche post-terapia: evitare e proteggere la pelle dal sole e dalle aggressioni ambientali (soprattutto nelle 2 settimane post-terapia) idratare con le apposite formulazioni post-terapia, evitare qualsiasi aggressione cutanea (sfregamenti, sport e sudorazione, palestre, piscina, cosmetici sbagliati, ecc.).
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