IL CELLULARE PUO' DANNEGGIARE LA TUA PELLE: SCOPRI PERCHE'


Praticamente è l’oggetto che utilizziamo di più durante il giorno e spesso anche la notte – un utente medio controlla e usa il proprio cellulare dalle 60 alle 150 volte al giorno. Consideriamo il telefonino il nostro miglior amico, quello che sa darci tutte le risposte che cerchiamo. Peccato che numerosi studi scientifici abbiano dimostrato che più spesso si trasforma in un nemico, soprattutto della nostra pelle.

ACNE MECCANICA In inglese si chiama «phone zone»: quella parte del viso che va dalla tempia al mento dove, incuranti dei rischi, appoggiamo lo schermo del nostro smartphone e, non proprio per caso, è anche l’area dove spesso nascono brufoletti e punti neri.

Il beneamato cellulare, infatti, è un gigantesco ricettacolo di germi che si trasferiscono non solo sulla nostra faccia, ma anche sulle mani che poi portiamo al viso, alla bocca, nei capelli. Chi soffre già di pelle grassa e mista deve fare ancora più attenzione perché il rischio che la situazione peggiori o si infiammi ulteriormente è molto alto, ma anche chi ha una pelle normale non è esente da pericoli.

Parlare al telefono trasferisce il calore e l’umidità dalla superficie dello schermo al nostro viso rendendolo l’ambiente perfetto per la proliferazione dei batteri. Se pensiamo poi a dove conserviamo il telefono, in luoghi come borse e tasche, non è difficile immaginare come i batteri riescano a ripopolarsi facilmente.

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Inoltre, la pressione causata dei telefoni sulla nostra pelle mentre parliamo provoca la stimolazione meccanica delle ghiandole sebacee. Questo non solo le spinge a produrre più sebo, ma blocca i batteri, la sporcizia e il trucco nei pori e li intrappola lì. Si finisce per intasare i pori dando vita a imperfezioni o alle cisti dell’acne profonda. I batteri intrappolati, il calore e la sudorazione associati allo sfregamento o alla pressione possono causare la comparsa, chiamata «acne meccanica», di minuscoli brufoli lungo le guance. Questo tipo di acne da frizione può essere causata anche da federe non freschissime – l’ideale sarebbe cambiarle una volta a settimana – e pennelli da trucco non puliti. Inoltre dove non sono i batteri a far nascere impurità, può esserci una reazione allergica al nichel, anch’esso contenuto, ad esempio, proprio nei telefoni. La pulizia della faccia e delle mani, così come di tutti gli strumenti che utilizziamo, soprattutto del cellulare, diventa quindi necessaria e bisogna metterla in pratica con prodotti specifici. Certamente utilizzare gli auricolari o evitare di premere il telefono alle guance sono azioni che possono aiutare ad allontanare il problema.

TECH NECK E ZAMPE DI GALLINA Le controindicazioni da smartphone, però, purtroppo non finiscono qui. Lo dicono i dermatologi: fra i più giovani i casi di collo rugoso anzitempo e doppiomento sono incredibilmente aumentati. Ovviamente la causa è la postura che si tiene per scrivere messaggini, mail, e controllare i propri social, ovvero con lo sguardo rivolto verso il basso e il mento spesso incassato che crea pieghe e piegoline sulla pelle del collo. In questo modo si rompe il collagene, la pelle si lascia andare, ed ecco che spunta l’antiestetico secondo mento e le cosiddette collane di Venere. Bisogna ammettere che modificare questa posizione non è molto facile perché non è naturale tenere lo schermo sempre all’altezza degli occhi, ma il consiglio è quello di usare il più possibile le funzioni vocali e utilizzare creme ad hoc per mento e collo. Inoltre per leggere i messaggi e le mail e per navigare su internet si tende a strizzare gli occhi per mettere a fuoco meglio le immagini sullo schermo. Questo chiaramente stimola il formarsi di piccole rughe intorno allo sguardo, quelle che comunemente si chiamano zampe di gallina. Per ovviare al problema si può aumentare il carattere delle parole e la luminosità dello schermo in modo da sforzare il meno possibile gli occhi, ma certamente anche usare prodotti specifici per la zona perioculare che aiutino a distendere linee e rughette.

LUCE BLU UVA, UVB, infrarossi. Siamo abituati a sentire parlare di questi raggi da cui creme e cosmetici ci proteggono tramite SPF e pool di aminoacidi. Un’altra luce, però, la cosiddetta luce visibile, in particolare di quella ad alta energia (HEV) emessa dagli schermi di pc, tablet e smartphone danneggia ugualmente la pelle senza che ce ne rendiamo nemmeno conto. Recenti studi confermano che quella luce blu violetta è in grado di provocare danni cutanei come macchie, rughe e colorito grigiastro, soprattutto a causa del tipico stile di vita moderno iper connesso.


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